Erbe officinali settembrine - C. Asmone

2018-09-02

Settembre è arrivato, molti di noi hanno già ripreso il lavoro a pieno ritmo, ma le belle giornate invitano a trattenersi fuori nei momenti liberi. E noi della Scuola di Coo, che siamo appassionati di ciò che la natura ci offre, possiamo approfittare di molte erbe officinali che in questo mese hanno il loro periodo balsamico (momento in cui la pianta presenza la massima concentrazione di principi attivi).

Così passeggiando per sentieri e boschi possiamo per esempio raccogliere l’Angelica, le cui radici essiccate hanno comprovata azione antibatterica e antifungina, utile per esempio nelle infezioni da funghi come la Candida Albicans e contro le infezioni delle vie urinarie; tra le altre proprietà le radici dell’Angelica provocano anche il disgusto per le bevande alcoliche, per cui possono essere utilizzate per aiutare persone affette da alcolismo. L’Angelica è un’erba medicinale antica, ben conosciuta dalle medicine tradizionali tra cui l’Ayurveda, che la utilizza come riequilibrante emotivo.

Continuando a passeggiare potremmo imbatterci in un ciuffo di Barba di becco (Tragopogon pratensis), una pianta erbacea biennale, che nel suo secondo anno di vita offre dei fiori vistosamente gialli, anche questa ben conosciuta fin dall’antichità (il suo nome lo si deve a Dioscoride e le sue radici sono rappresentate in un affresco di Pompei).  Le sue proprietà sono fondamentalmente diuretiche, sudorifere, astringenti e depurative.

Un’altra pianta erbacea ancora presente, anch’essa con dei vistosi fiori gialli che facilmente attraggono l’attenzione, è il Tarassaco. Raccoglierlo per essiccarlo ci assicura la possibilità di preparar tisane invernali utili per disintossicarci, o per avere un’azione lievemente lassativa, diuretica e tonica.

È dal giallo dei fiori della Barba di becco e del Tarassaco, passiamo al rosso intenso delle bacche del Pungitopo.  Quante volte ci sarà capitato di incontrare questa pianta perenne, con le tipiche foglioline alterne e coriacee che culminano con una spina. Il Pungitopo è forse il più efficiente tonico venoso vegetale che si conosca, dovuto alla presenza di saponine steroidee come la ruscogenina e la neuruscogenina, estremamente attive, isolabili nel rizoma essiccato. Quindi questa graziosa pianta ci offre un valido aiuto con le sue attività vasoprotettrici, antiedemigene e antiinfiammatorie.

Non c'è che l'imbarazzo della scelta... e allora buone passeggiate dalla Scuola di Coo.