Hypericum perforatum, Iperico, Erba di San Giovanni.

2018-06-10

Hypericum perforatum, Iperico, Erba di San Giovanni.

Dalle antiche tradizioni alle conoscenze del presente, le proprietà di una pianta straordinaria.

Giugno è arrivato, e con il suo calore molte piante officinali si avvicinano alla loro fioritura, il tanto atteso tempo balsamico propizio per la raccolta, per poter beneficiare al massimo di quanto Madre Natura ci mette a disposizione per vivere in armonia e benessere.

Ecco che Scuola di Coo oggi vi propone un piccolo approfondimento su una pianta legata proprio al mese di Giugno, la cui raccolta tradizionalmente viene effettuata tra il giorno del solstizio d’estate ed il giorno di San Giovanni, cioè tra il 21 e il 24 giugno, unendo “aspetti magici” legati alla cultura popolana, ad “aspetti scientifici” legati alle ben più tangibili conoscenze biochimiche dei principi attivi che in questo periodo trovano il culmine nella pianta fiorita.

L’Erba di San Giovanni è un’erba perenne, spontanea che fiorisce da giugno ad agosto ai bordi dei sentieri poco battuti. Le foglie sono ovali oblunghe, brevemente picciolate, tempestate di piccoli punti visibili in trasparenza dati dalle tasche ghiandolari secretrici. I fiori si presentano a gruppi come infiorescenze gialle, con punti e venature rosso cupo-nero (da cui deriverebbe il nome della pianta, per ricordare il sangue versato da San Giovanni fatto decapitare da Salomè).

L’Iperico era già ben conosciuta nel Medioevo dove veniva chiamata “scacciadiavoli”, in quanto ritenuta efficacie nella protezione dalle streghe e dagli spiriti maligni. Ma già allora era conosciuta anche per altre proprietà, ben più “terrene” pervenute fino ad i giorni nostri, ed utilizzata con beneficio nelle scottature e nella cura delle ferite da spada, in quanto ottimo cicatrizzante. Più recentemente si è aggiunta la scoperta di proprietà antidepressive della iperforina, forse svolta in associazione con altri flavonoidi, per cui l’Iperico ha cominciato ad essere utilizzato anche come aiuto nelle forme di depressioni lievi.

Dell’Iperico parla Matteo Silvatico, grande botanico vissuto dalla fine del 1200 alla metà del 1300, autore dell’ Opus Pandectarum Medicinae (opera scientifica di sistematizzazione delle erbe per l’utilizzo medico, utilizzata per molti secoli dalla tradizione della Medicina Salernitana) inquadrandolo secondo la teoria degli umori e delle qualità come pianta calda in secondo grado e secca in terzo grado.

E dall’antichità ai giorni nostri: il ritrovato interesse per le sostanze naturali, e non solo per i farmaci di sintesi, porta anche a qualche interessante ricerca effettuata in ambito universitario, con l’approvazione dell’ambiente scientifico, sempre molto attento e critico (e devo dire giustamente) nei confronti dei prodotti erboristici. Riportiamo a questo proposito i risultati di uno studio effettuato presso l’Università di Pisa, la cui sintesi è racchiusa in un articolo (St. John's wort extract and hyperforin protect rat and human pancreatic islets against cytokine toxicity.- Novelli MBeffy PMenegazzi MDe Tata VMartino LSgarbossa APorozov SPippa AMasini MMarchetti PMasiello P.) pubblicato in  Acta Diabetol. 2014 Feb;51(1):113-21.  Da questo studio infatti emergerebbe che i fiori dell’ Hypericum perforatum sono capaci di proteggere le cellule pancreatiche produttrici d’insulina dai gravi danni infiammatori che conducono poi allo sviluppo del diabete giovanile

L’Erba di San Giovanni è comunque particolare, poiché i suoi principi attivi interferiscono con vari farmaci, quali ciclosporina, teofillina, digossina, antivirali, contraccettivi orali. Viene ulteriormente sconsigliato l’uso dell’iperico se si seguono altre terapie farmacologiche antidepressive.
Infine è buona norma evitarne l’uso nelle donne in gravidanza ed allattamento, e comunque prima di esporsi al sole, poiché è fotosensibilizzante.

L’Iperico ci ricorda quindi, con la sua straordinaria potenza, che solo una conoscenza e uno studio approfondito e l’amore per la Natura può fare di un’erba un prezioso aiuto per un riequilibrio naturale, evitando danni o tossicità che vanno sempre ponderate caso per caso.

 

Caterina Asmone