UN NUOVO ORGANO: L'INTERSTIZIO (ma è veramente nuovo?)

2018-04-12

 

Di recente è stata riportata sul web una notizia, non molto evidenziata, ma che gli interessati del campo della salute avranno di sicuro notata: la “scoperta di un nuovo tessuto” o meglio di un nuovo organo: l’interstizio.   Scuola di Coo è molto attenta ad ogni “novità” nel campo della salute e allora vi propone alcune riflessioni.

Si tratta di uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dall’Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre dove si parla della possibile scoperta di un nuovo organo nel corpo umano: l’interstizio appunto. L’interstizio viene descritto come tessuto-organo, diffuso in tutto il corpo che ha attività sorprendenti nel mantenimento della salute, ovvero della insorgenza e progressione di una malattia, fino alla propagazione dei tumori. In effetti però non si tratta altro che del “ tessuto connettivo lasso” che si trova a stretto contatto con gli altri tessuti parenchimali.

 Che la Medicina “ufficiale”dei nostri tempi abbia sempre dato poca importanza a questo tessuto è di sicuro una verità. Ma non è sempre stato così. Non è stato così nei recenti tempi passati, e ci se ne rende subito conto per esempio leggendo i libri di fisiologia proposti all’Università di Napoli per chi studiava Medicina alla fine ‘800. In questi tomi infatti si evidenziava come la vita dei tessuti e degli organi potesse essere inquadrata in tre categorie, la fisiologia (dove le funzioni di cellule e tessuti avvengono in maniera ottimale con minimo dispendio di energia possibile, la parafisiologia (le funzioni sono conservate ma “ostacolate”, per cui necessitano per essere espletate di un maggior dispendio di energia) ed infine la patologia (dove le funzioni delle cellule e dei tessuti colpiti sono assenti, e vicariate dalle cellule limitrofe).  E la chiave del funzionamento di tessuti e degli organi era proprio il tessuto connettivo lasso oggi inquadrato come “organo interstiziale”.

 Se il connettivo lasso fino alla matrice intercellulare è sano, tutto funziona in fisiologia, se questo comincia a non essere perfetto si passa alla parafisiologia (e quindi ai disturbi funzionali) fino ad arrivare alla patologia franca.  

Un altro tassello dell’importanza del tessuto connettivo lasso lo ha apportato L. Aschoff nel 1913, con la definizione del Sistema Reticolo-Endoteliale: un sistema diffuso nei connettivi di particolari cellule intercomunicanti tra loro, con funzione fagocitaria e granulopessica, che si interfacciano a distanza collegando organi come il fegato, i polmoni, la radice del mesentere, la milza, i linfonodi ecc, e che garantiscono la “salute” del tessuto stesso e di quelli vicini. E sempre di tessuto connettivo lasso (o interstiziale) si trattava!

 Poco dopo H.H. Reckeweg, codificatore dell’”Omotossicologia” riporta nuovamente al centro della buona funzionalità dell’organismo la buona funzionalità del connettivo lasso, in quadrandone in esso il cosiddetto “Sistema della Grande Difesa”, un insieme cellulare e umorale con funzioni di difesa da aggressioni e tossine. 

Continuando questa carrellata veloce e saltellante, riportiamo che son già di qualche decennio gli studi sul connettivo sottocutaneo che riguardano le possibili spiegazioni del funzionamento della terapia con l’agopuntura: si sono infatti individuai dei percorsi preferenziali in cui il connettivo è in forma di “sol”, e che corrispondono proprio ai percorsi dei meridiani. Si tratterebbe quindi di percorsi in cui l’informazione elettrica viaggia più velocemente, già previsti da Madre Natura.

Anche chi si occupa di terapia manuale, Osteopatia compresa, sa bene quanto sia importante il tessuto connettivo in generale, che con il suo sistema tensegritivo consente, nel bene e nel male, di trasmettere informazioni biomeccaniche a tutto il corpo ed in ogni parte più recondita dei tessuti profondi.

Insomma, per chi si occupa di Medicina Complementare il riportare alla luce la già nota funzione del tessuto connettivo lasso/organo dell’interstizio è comunque un risultato positivo, una strada spianata verso una integrazione efficacie tra le varie forme di Medicina (ufficiale e non) a tutto vantaggio della Comunità.

 

 

CATERINA ASMONE