Epigenetica e psicologia: il verbo si è fatto carne. A.Luisi

2018-01-21

 

In quest'articolo Scuola di Coo torna a portare l'attenzione su un argomento  cui tiene molto, ovvero l'epigenetica e in questo caso la sua espressione sulla Psiche. Buona lettura.

L’ambiente non interagisce con il DNA esclusivamente attraverso l’evoluzione, quindi tramite le possibili modifiche genetiche derivanti dal passaggio da una generazione all’altra, ma può farlo “in itinere” tramite l’azione di meccanismi che modulano l’espressione genetica. Scoprite con noi il meraviglioso mondo dell’ epigenetica

Oltre la disciplina umanistica

Le critiche mosse a sfavore della psicologia, non considerata come una scienza, ritrovano le loro fondamenta nell’incapacità di trovare criteri oggettivi per la misura dei costrutti da essa studiati. Lo sforzo di quest’ultima è stato quello di sviluppare parametri di misura che spostano il feedback dalla propriocezione soggettiva a un valore misurabile empiricamente.

Epigenetica e psicopatologia

“Con epigenetica si intende lo studio di ogni cambiamento, stabile o potenziale, ereditabile di espressione genica o fenotipo cellulare, non spiegabile tramite la sequenza di DNA.”

Per intenderci, non è lo studio genomico delle basi azotate (Adenina, Guanina, Timina, Citosina, Uracile), ma, piuttosto, del gradino precedente alla loro espressione visibile, fenotipica.

Grazie a essa abbiamo la capacità di misurare come l’ambiente in cui si sviluppa un individuo (quindi, anche quello uterino, germinale, sociale)  possa agire “epigeneticamente” sull’individuo, ad esempio attraverso l’alterazione dell’asse stress ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), la recezione di glucocorticoidi, la vulnerabilità allo sviluppo di patologie legate all’ansia o depressione.

Entrando nello specifico, i meccanismi attualmente più studiati in epigenetica sono: DNA metilazione (DNMT), con la quale una proteina può essere silenziata, e modifica post-traslazionale degli istoni (HTPM), in particolare la deacetilasi (HADC). Insieme possono regolare l’espressione genica attraverso il rimodellamento della struttura cromatinica. La struttura in questione è formata da istoni, i quali hanno il compito di dar scheletro alle basi azotate, nella forma scoperta da Watson e Crick che noi tutti conosciamo, la doppia elica.

Come psicologia ed epigenetica sono collegate?

Un esempio esplicativo è rappresentato da i gemelli monozigoti dotati di epigenoma “simile” alla nascita, il quale diventa notevolmente diverso durante la vita adulta (Fraga et al., 2005).

Nel cervello dei mammiferi è stato riscontrato un rimodellamento epigenetico dell’asse dello stress Ipotalamo-ipofisi-surrene, in risposta a esperienze stressanti avvenute in giovane età (Murgatroyd et al., 2009; Franklin et al., 2010), o la cascata di eventi epigenetici coinvolti nello sviluppo di dipendenza da droghe (Kumar et al., 2005; Robison, & Nestler, 2011) osservati in esperimenti animali.

La particolarità è che tali cambiamenti possono essere transgenerazionali, quindi ereditabili. Tale passaggio da genitori a figli può avvenire secondo tre modalità (Jirtle, & Skinner, 2007; Youngson, & Whitelaw, 2008).

La prima ha a che fare con il primo ambiente in cui vive un individuo: l’utero materno. Fattori ambientali durante la gravidanza possono modificare l’epigenoma del bambino, come:

  • Lo stress parentale, il quale potrebbe indurre alterazioni sulla responsività emotiva della prole. Nei topi questo ha portato a una maggiore vulnerabilità durante la vita adulta a disturbi di ansia patologici e depressione (Dietz et al., 2011).
  • Lo sviluppo di dipendenza da alcol e droga è collegato ad alterazioni teratogeniche, malformazioni del feto, dovute parzialmente a meccanismi epigenetici (Shukla et al., 2008; Guerri et al., 2009).
  • La dieta materna può produrre effetti sulla salute del bambino. Un esempio a favore di questa affermazione è la carestia in Olanda del 1944/1945. Durante la Seconda guerra mondiale, la Germania impose un embargo di cibo della durata di 5 mesi. Le madri in gravidanza in quel periodo misero alla luce figli che svilupparono, durante l’età adulta, patologie legate all’alimentazione, in particolare intolleranze agli zuccheri, disturbi cardiaci e obesità (Susser, & Stein, 1994; Kyle, & Pichard, 2006). Sorprendentemente anche i nipoti, nati da madri che non sorbirono carestia, svilupparono simili effetti. La spiegazione potrebbe derivare da cambiamenti epigenetici avvenuti in ambiente uterino trasmessi alla seconda generazione, tali cambiamenti sono stati trasmessi alla terza generazione mediante materiale epigenetico contenuto nelle cellule germinali (Lumey, & Stein, 1997; Stein, & Lumey, 2000; Painter et al., 2008).

Questo ci porta alla seconda modalità in cui può avvenire il trasferimento epigenetico, le cellule germinali.

Non solo la madre è responsabile dell’epigenoma del figlio, lo è anche il padre. Infatti la trasmissione di materiale epigenetico è stato riscontrato sia nel cromosoma Y (Nelson et al, 2010) che RNA presente nelle cellule spermatiche maschili (Krawetz, 2005; Johnson et al, 2011a).

Dal punto di vista epigenetico, quindi, anche i vissuti del padre possono riflettersi sulla generazione successiva. Topi maschi esposti a forti dosi di etanolo, alcool, hanno dato alla luce figli con ridotto peso rispetto alla norma, scarsa responsività alla paura, e alta aggressività (Jamerson et al, 2004; Meek et al, 2007). Similmente, anche uno studio su figli di persone con genitori dediti ad un alto consumo alcolico, ha evidenziato un effetto negativo sulle performance cognitive (Tarter et al, 1989). (…) 

L’ultima strada sulla possibile azione genitoriale epigenetica è l’ambiente sociale in cui cresce la prole. La presenza a lunga durata di alcuni meccanismi epigenetici passa attraverso l’interazione madre-infante e fornisce un mezzo per passare tale informazioni attraverso le generazioni (Champagne, 2008; Weaver, 2007).

 Anche se gran parte degli studi presentati sono su animali, siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di epigenetica, e che essa sia parte fondamentale della figura dello psicologo 2.0, il quale sarà presente, sempre al fianco del paziente in difficoltà, sia fisicamente in clinica che indirettamente in laboratorio. Vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.

 

Antonello Luisi

 Tratto da http://www.psychondesk.it/epigenetica-psicologia/