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Il Mandala e la Naturopatia - di Rita Zumbo

2017-08-31

Alla Scuola di Coo si parla anche di Mandala.

Il termine Mandala deriva dalla tradizione del buddhismo tantrico e significa “cogliere l’essenza”.

Fu Carl Gustav Jung, il grande psicologo svizzero, ad applicare la parola sanscrita Mandala ai disegni circolari tracciati da lui e dai suoi pazienti. […] Jung associò il Mandala al Sé, il centro della totalità della personalità, e ipotizzò che simboleggiasse il bisogno naturale di esprimere tutto il nostro potenziale e la globalità della nostra personalità.

Come dice Jung noi ci muoviamo nel Mandala nello stesso modo in cui ci muoviamo nel mondo, nella vita, dal centro di noi stessi,  verso l’esterno, dove indossiamo maschere, dove sono presenti i condizionamenti subiti, dove ci rapportiamo con gli altri e il mondo esterno.

Come sostiene Dahlke, un Mandala già strutturato, da colorare, ci da la possibilità di individuare il nostro percorso ed esprimere le nostre potenzialità e la nostra individualità.

Il Mandala, questo strumento rituale  che ha viaggiato dall’Oriente all’Occidente da tempi remoti, come può essere d’aiuto al Naturopata?

Partendo dal presupposto che l'obiettivo del Naturopata e' ,a mio avviso da un lato quello di guardare l’individuo nel suo insieme, in una visione olistica che comprende corpo, mente e spirito; prendere atto delle disarmonie precipitate nel “soma” e aiutare la persona a ritrovare l’equilibrio e la salute con i mezzi che ha a disposizione; ma e' anche prevenzione, cioe' portare l’individuo a conoscere sé stesso affinché il suo corpo sia in equilibrio, anticipando così la comparsa del sintomo. Per fare questo è necessario aiutare la persona a focalizzarsi sul suo centro, a mettere ordine nel caos della mente, ad entrare in contatto con il suo corpo e i messaggi che sta inviando, ad accettare e comprendere le sue emozioni prendendo consapevolezza delle disarmonie fisiche e della loro provenienza. E’ necessario condurlo ad un “cambio di direzione”.

Se ricordiamo che, nella visione psicosomatica, il sintomo non è altro che un messaggio dell’anima che ci indica che il cammino è stato smarrito, che ci sono degli aspetti di noi di cui non siamo consapevoli e che abbiamo la necessità di conoscere, che ci sono delle emozioni inespresse che alterano le funzioni del nostro corpo, che ci sono degli aspetti del nostro comportamento che non stanno rispettando le leggi cosmiche e la vita .

Per alcuni di questi aspetti il Mandala può essere davvero utile.

Dahlke lo definisce un “rimedio universale” tanto da essere difficile distinguere singoli caratteri benefici nell’uso di questo strumento. Dato che esso racchiude ogni cosa, la sua azione è rivolta alla globalità. Il Mandala rappresenta una “panacea spirituale” e tenendo conto che il corpo risponde alla legge di sincronicità e gli eventi del corpo dipendono dall’anima, il suo utilizzo può essere consigliato come supporto per quasi tutti i tipi di problemi. Tuttavia è nella logica della “prevenzione” che esso risulta molto più efficace in quanto la “terapia mandala”, sempre secondo la visione del medico tedesco, è più vicina ai processi spirituali piuttosto che a quelli che hanno avuto esito nel corpo.

Tenendo conto quindi del fatto che l’uomo è composto da corpo, mente e spirito e che non è un essere isolato e a sé stante, ma è inserito e fa parte di un macrocosmo che lo comprende e del quale ne è l’immagine, il Mandala può essere un validissimo supporto e complemento per altre modalità che mirino a riportare l’armonia.

Il Mandala attraverso un analisi delle forme disegnate o/e dei colori utilizzati può servire a diversi scopi. E’ una modalità di espressione di emozioni, sensazioni e sentimenti anche molto profondi e quindi uno strumento di consapevolezza. E’ un mezzo per mettere ordine nelle priorità della vita e focalizzarsi su ciò che è più urgente da armonizzare. E’ un tramite per attivare quelle forze riequilibranti insite in ognuno di noi che portano gradualmente al ritrovamento della salute sia psichica che fisica

Attraverso la forza vibrazionale del colore, come ci insegnano i principi della cromoterapia, il Mandala attua un influsso sul nostro corpo energetico che è parte integrante dell’uomo. In modo inconsapevole, attraverso una scelta inconscia del colore o in modo mirato, grazie ad una guida che permetta alla persona di comprendere quali sono i livelli di coscienza che hanno bisogno di essere armonizzati, utilizza una modalità che entra in risonanza con quella utilizzata dalla “terapia vibrazionale” dei fiori di Bach. Permette inoltre la possibilità di prendersi la responsabilità dei propri disagi e intraprendere consapevolmente il percorso verso la salute, fisica e psichica.

 

Rita Zumbo Scuola di Coo