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Come funziona il sistema immunitario? di Caterina Asmone

2017-05-28

Sto per trattare un argomento caro a noi della Scuola di Coo, poichè l'iimunità fa parte di un sistema più ampio, lo P.N.E.I., che è alla base della regolazione dei meccanismi per mantenere lo stato di equilibrio dell'organismo umano.  Le cronache degli ultimi giorni hanno portato l’attenzione su una funzione importantissima del nostro organismo, ovvero la funzione difensiva con la produzione di anticorpi,  e dunque per capire meglio quando poter stimolare efficacemente il sistema immunitario  per ottenere i migliori risultati in termini di protezione verso le varie malattie, vediamo di comprendere i principi di base del suo funzionamento.  Il sistema immunitario è il nostro sistema difensivo per eccellenza, ma per arrivare ad essere efficiente ha bisogno di percorrere varie tappe di maturazione, per cui la capacità di difenderci da eventuali attacchi di germi o virus, varia nelle varie epoche della nostra vita.

La prima attività di difesa, di cui è dotato già il neonato, è “l’immunità innata” e comprende una serie di strutture (per esempio la pelle e le mucose) e meccanismi di difesa cellulari (macrofagi, natural Killer) e biochimici (proteine del sangue e mediatori dell’infiammazione) preesistenti all'infezione e che agiscono in maniera rapidissima. Questa immunità è aspecifica, si attua allo stesso modo qualsiasi sia l’agente che la stimoli ed è relativamente efficace.

A questa si affianca via via una immunità molto più precisa e potente, si sviluppa in risposta ad una infezione, provocando un adattamento, e per questo viene definita “immunità adattativa”. Si tratta di una immunità specifica verso l’agente che l’ha provocata, ed una volta prodotta, una risposta immunitaria di questo tipo, ne sarà conservata la memoria. Di questo sistema fanno parte l’immunità umorale (basata sulla produzione di anticorpi fondamentali ad esempio per inattivare i virus) e la immunità cellulo-mediata (che invece agisce sulle cellule infette e sui batteri).  Questo tipo di immunità è in genere molto più efficiente dell’immunità innata, ma è poco presente alla nascita. Per arrivare ad avere una immunità adattativa equilibrata ed efficacie occorre infatti aspettare i 5-6 anni, quando si giunge ad una produzione efficiente di mediatori quali citochine e interferoni. A favorire questa maturazione fisiologica sono gli antigeni (sostanze capaci di stimolare la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario) di origine alimentare, ovvero gli cibi ingeriti quotidianamente. Questi stimolerebbero in maniera dolce i linfociti del sistema del MALT (sistema linfocitario delle mucose) favorendone la maturazione. Ecco un primo punto su cui riflettere: per il miglior sviluppo dell’efficienza difensiva del sistema immunitario è fondamentale una corretta alimentazione fin dalla primissima infanzia, e non solo l’esser stato allattato col latte materno o meno. Il neonato inizia pian piano a produrre i sui primi anticorpi nella forma di IgM, mentre le IgG verrano sintetizzate successivamente, raggiungendo il picco di produzione verso i 10 anni ( e finalmente le difese son diventate efficaci). Ma un altro fattore importante per la fisiologica maturazione del sistema immunitario è anche l’esposizione a virus come quelli delle malattie esantematiche e a batteri (ovviamente solo se il bambino è in buone condizioni di salute).  Qui tornano in mente allora i vecchi consigli del pediatra che, quando un bambino aveva il morbillo, consigliava alla mamma di fargli stare vicino il fratellino, nella speranza che venisse contagiato a sua volta.  La varietà di stimolazione antigenica prodotta in natura (con l’esposizione a virus o batteri) consente nel bambino sano di promuovere una maturazione equilibrata del sistema immunitario, che si traduce in un equilibrio tra risposta umorale e risposta cellulo-mediata. Una iperstimolazione precoce verso la produzione di anticorpi potrebbe favorire  uno squilibrio delle risposte, favorendo a prescindere la produzione di anticorpi in genere, con possibilità di sviluppare più facilmente allergie o malattie autoimmuni. Allo stesso modo una ipostimolazione (per esempio per uso inappropriato di antibiotici)  altera la normale maturazione.

Ecco che se è necessario sempre valutare il rapporto tra costo/beneficio ogni volta che vengono somministrati farmaci o vaccini nell’adulto, questa necessità diventa ancor più importante nell’individuo in crescita. 

 

Caterina Asmone

 

foto dal web

 

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